Alberto Maieli/ 23 Maggio, 2017/ Notizie, Opinioni/ 0 comments

Il testo di legge sul cyberbullismo approvato all’unanimità dalla Camera è un grande traguardo e un atteso punto di civiltà.

Per aiutare a comprendere gli importanti punti-chiave del testo e capirne l’effettiva valenza ho redatto una analisi.

Interpellando in proposito il giornalista e social media manager Michele Zizza, l’onorevole del Partito Democratico Patrizia Maestri e il presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi Luciano Garofano

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Il 16 maggio 2017 la Camera approva all’unanimità la legge sul cyberbullismo: 432 voti favorevoli ed una sola astensione

Il tema del cyberbullismo è una questione che ci riguarda tutti da vicino.

Ne avevo parlato qualche tempo fa, sollecitando il bisogno di una legge.

Ora la legge sul cyberbullismo è finalmente realtà.

La Camera l’approva il 16 maggio 2017 all’unanimità.

432 voti favorevoli ed una sola astensione.

Relatrice del testo originale è la senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara.

#cyberbullismo, la legge spiegata da @ZizzaMichele, @MaestriPatrizia e @lucianogarofano: Condividi il Tweet

Personalmente ritengo questa legge un grande traguardo.

E data l’importanza ho voluto approfondire il tema con una analisi.

Volevo aiutare voi lettori a comprenderne bene il testo.

E sapere se, in futuro, potrà essere ulteriormente migliorabile.

A tale scopo ho parlato con tre esperti dell’argomento:

Michele Zizza, giornalista e social media strategist;

Patrizia Maestri, deputato parmigiano del Partito Democratico;

Luciano Garofano, presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi.

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Michele Zizza, Patrizia Maestri e Luciano Garofano / foto: Comunicazione Social Media

LEGGE SUL CYBERBULLISMO: COSA DICE IL TESTO

Questa legge è un primo passo necessario. La dedichiamo a Carolina Picchio ed a tutte le altre vittime del cyberbullismo (Laura Boldrini)

Laura Boldrini, presidente della Camera, la dedica a Carolina Picchio.

La 14enne è la prima vittima del cyberbullismo: si è tolta la vita per vergogna.

Un suo video hard, postato in rete, la porta a compiere l’estremo gesto nel 2013.

Il padre, Paolo Picchio, assiste alla votazione finale nell’Aula di Montecitorio.

Stretta sul web e coinvolgimento delle scuole nel contrasto del bullismo in rete.

Questi i cardini principali della legge sul cyberbullismo varata il 16 maggio 2017.

Il testo fornisce finalmente la definizione di cyberbullismo sotto l’aspetto legislativo.

Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

MICHELE ZIZZA: “LEGGE INNOVATIVA CHE NON ESCLUDE INTEGRAZIONI”

“Un traguardo atteso, sperato e voluto, qualcosa che non c’era e che ora finalmente abbiamo”.

Dalla voce di Michele Zizza si percepisce grande soddisfazione.

“L’obiettivo raggiunto ha chiesto tempo e lavoro, subendo più modifiche.

Ma ora c’è uno strumento utile per tutelare minori e contrastare insidie.

E l’approvazione con voto pieno sottolinea come tutti volessero questo risultato”.

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Michele Zizza

Michele Zizza è giornalista, comunicatore istituzionale e social media strategist. Laureato in Filosofia della Comunicazione e del Linguaggio, ha incentrato i suoi studi sulla digital life e i fenomeni più insidiosi come il cyberbullismo. Trova interessanti le strategie dei social network e come gli algoritmi agiscano sulla vita. Si occupa principalmente di comunicazione istituzionale e prende pillole di PNL e comunicazione efficace.

Infatti il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo (o il suo genitore) può chiedere al gestore del sito internet / social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete.

Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

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“E questa valida base di partenza – prosegue Zizza – non esclude possibili integrazioni.

Ricordo che a livello regionale la giurisprudenza consente di far fronte alle problematiche che sorgono.

Sappiamo che le insidie sono tante e non si fermano al solo cyberbullismo.

Ecco perché è importante, tecnicamente, poter operare modifiche e integrazioni”.

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA SCUOLA

Sarà il Ministero del’Istruzione a predisporre le linee di orientamento e di prevenzione.

Il  contrasto punterà innanzi tutto sulla formazione del personale scolastico.

Oltre alla promozione di un ruolo attivo degli studenti.

Ma il focus sarà sulla previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.

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Per Zizza questo aspetto della legge sul cyberbullismo è “altamente proiettato verso la piena responsabilizzazione della struttura formativa.

Non si limita a indicare le linee-guida che i docenti dovranno seguire.

Ma indicherà anche chi negli Uffici Scolastici Provinciali può formare, educare e monitorare all’uso corretto delle strutture digitali.

Questo perché si è compreso come siano spesso strutture scolastiche o parascolastiche i centri primari e nevralgici del bullismo”.

MAESTRI (PD): “PREVENIRE E CONTRASTARE IL FENOMENO”

“L’attesa legge sul cyberbullismo delinea strumenti efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno”.

E’ il primo commento di Patrizia Maestri (PD) all’approvazione del testo.

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Patrizia Maestri

Patrizia Maestri dopo il diploma inizia a lavorare in Upim e dopo qualche anno entra nella Cgil come responsabile del coordinamento femminile. Prima componente del centro di parità provinciale di Parma, poi Segretaria Generale della categoria del commercio, componente di segreteria confederale con delega al mercato del lavoro, segretaria generale del sindacato pensionati e infine segretaria generale della Camera del Lavoro di Parma. Alle elezioni politiche del 2013 è eletta deputata per il Partito Democratico nella circoscrizione XI Emilia Romagna.

“Come testimoniano le cronache, troppi giovani sono vittime e artefici di cyberbullismo.

Spesso a causa dell’utilizzo sbagliato e inconsapevole del web e dei social”.

C’è chi fa osservare che la legge sia stata depotenziata al Senato nella parte sanzionatoria rispetto al testo già licenziato dalla Camera.

Rimbalzando per ben tre volte tra il Senato e la Camera stessa prima della definitiva approvazione.

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“Tuttavia sono rimasti fermi alcuni elementi essenziali”, continua l’onorevole Maestri.

“Tra cui la responsabilizzazione dei fornitori dei servizi social e internet.

E il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche nella prevenzione di questi fenomeni.

Con iniziative formative e informative specifiche.

Infine la possibilità per i dirigenti di sanzionare, con adeguate azioni di carattere educativo, gli atti di cyberbullismo”.

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Un primo passo utile e necessario, dunque.

Ma che da solo può non essere sufficiente se non accompagnato da una reale presa di coscienza del problema.

Quello delle dimensioni dell’impatto sulle giovani generazioni.

Questa legge è un primo passo necessario. La dedichiamo a Carolina Picchio ed a tutte le altre vittime del cyberbullismo. (Laura Boldrini)

L’onorevole Maestri ne è consapevole e non nutre dubbi:

“Il nostro impegno nella società e nelle istituzioni non può certo dirsi esaurito con questa approvazione”.

LUCIANO GAROFANO: “LEGGE COMPLETA E ESAUSTIVA, DA CORAGGIO E SPERANZA”

“Sono estremamente soddisfatto”, le prime parole di Luciano Garofano.

“L’iter è stato difficile, ma la proposta di legge di Elena Ferrara si ispira al concetto della prevenzione.

A mio avviso è fondamentale: perciò sono più sereno.

E guardo al futuro con maggior coraggio per un contrasto più efficace del fenomeno”.

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Luciano Garofano

Luciano Garofano, ex comandante dei RIS di Parma e Generale dei Carabinieri in ausiliaria, è docente universitario a Parma, Roma e Lecce, biologo e Presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi. Consulente scientifico del programma tv Quarto Grado su Rete4, fra i numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali gli è stato conferita l’onorificienza di “Ufficiale” dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Da anni punto di riferimento nella lotta al cyberbullismo, Garofano ha infatti molto a cuore il problema.

E ha molto a cuore i ragazzi, cui fa visita nelle scuole per formarli e aiutarli a comprendere.

Sul tema del bullismo, anche telematico, ha scritto molto.

Come ad esempio La prepotenza invisibile. Bulli e cyberbulli: chi sono, come difendersi (Infinito Edizioni, 2016).

Un testo significativo redatto a quattro mani insieme a Lorenzo Puglisi, con la collaborazione di Maurizio Costanzo e Giulia Quintavalle.

Da cui si impara a riconoscere e combattere bullismo e cyberbullismo in tutte le loro declinazioni.

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Il libro di Luciano Garofano e Lorenzo Puglisi sul tema del bullismo e del cyberbullismo / foto: Vanity Fair

Inizia la spiegazione della legge sul cyberbullismo proprio dalla definizione.

“La definizione di cyberbullismo, che il testo presenta nell’Art. 2, è completa ed esaustiva.

Finalmente si fa menzione del cyberbullismo senza tralasciarne alcun aspetto.

Questo approfondimento del primo testo della senatrice Ferrara lo completa e ne coglie perfettamente il senso”.

Garofano si sofferma poi sull’aspetto giuridico in sé.

“Davvero interessante il ‘doppio canale’, che coinvolge genitori e figli.

Trovo corretto che anche il minorenne – maggiore di 14 anni – possa rivolgersi direttamente al gestore per la rimozione dei contenuti.

Il fatto che ad occuparsene non sia solo il genitore conferisce una certa autonomia a chi si sente vessato: è importante”.

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PREVENZIONE E FORMAZIONE, NON PUNIZIONE

L’attuale presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi plaude alla metodologia della legge.

Ribadisce le priorità della formazione e della prevenzione.

Ricorda che in proposito c’erano già le linee-guida del Miur.

Ma fa presente che, con la nuova legge, il riferimento è più preciso:

“Non solo verso il referente, ma anche verso il preside, in quella azione informativa-formativa che riguarda anche i ragazzi e i genitori in un piano formativo più allargato”.

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Formazione e prevenzione includono anche maggiore preparazione.

Garofano lo ha capito da tempo, perciò attendeva la legge sul cyberbullismo:

“Il divenire è molto dinamico, ma finalmente questa legge può aiutarci a pensare”.

E allora chissà che non faremo magari dei passi indietro nell’uso di questi device?

“Me lo auguro e spero che le cose possano ulteriormente migliorare con l’ausilio dei tavoli tecnici”, commenta Garofano.

“I tavoli previsti vedranno i membri che ne faranno parte chiamati a rivestire un ruolo fondamentale per la buona riuscita di questa legge”.

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Garofano ama sottolineare che “non ci siamo resi conto della rivoluzione che ha generato l’uso del web e dei social.

Ecco perché dobbiamo prima renderci conto di aspetti positivi e negativi e dei relativi rischi.

E poi individuare azioni di formazione e protezione per un uso più consapevole di questi mezzi”.

L’ASPETTO GIURIDICO: PERCHE’ E’ UNA LEGGE VALIDA

L’ex-colonnello dei RIS di Parma non è d’accordo su chi ritiene la legge sul cyberbullismo giuridicamente debole.

Diverse opinioni evidenziano che abbia subito un depotenziamento durante il lungo iter.

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Ma Garofano è lucidissimo nella sua disamina:

“La legge è sempre un precetto di ordine generale.

E il giudice che territorialmente la applica fa riferimento alla giurisprudenza.

Cioè alla legge attuata, alle sentenze: ovvero alla traduzione pratica del precetto teorico contenuto nella legge”.

Chiaro che occorre la casistica: pian piano la giurisprudenza aiuterà il tavolo tecnico.

E la legge si potrà migliorare, adattare e rafforzare.

Ma all’inizio ogni legge necessita di un testo ‘snello’ per contrastare i fenomeni.

Sarà poi il giudice territoriale a completarla e a fare la differenza”.

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