Alberto Maieli/ dicembre 2, 2018/ Reportage/ 0 comments

Intervista in esclusiva di Alberto Maieli & Sandro Capatti al Procuratore della Repubblica a Catanzaro e Capo della Dda Nicola Gratteri e allo storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo Antonio Nicaso durante la presentazione del loro ultimo libro dal titolo “Storia segreta della ‘ndrangheta. Una lunga e oscura vicenda di sangue e potere”; l’incontro, promosso da Sinapsi Group e da Libreria Voltapagina con Radio Bruno come media partner, è stato moderato dal giornalista Pierluigi Senatore e si svolto al Circolo Arci Corale Verdi (Parma).

Ndrangheta, eroina, decreto sicurezza, vicenda Casamonica: intervista in esclusiva a @NicolaGratteri e Antonio Nicaso a Parma in occasione dell'uscita del loro ultimo libro Condividi il Tweet

Nicola Gratteri, Pierluigi Senatore e Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri, Pierluigi Senatore e Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Aprite la IX Appendice dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti.

Quella pubblicata dall’Istituto Treccani nel 2018.

Leggete alla voce “Criminalità organizzata” e troverete:

Forma di delinquenza associata che presuppone un’organizzazione stabile di più persone al fine di commettere più reati, per ottenere, direttamente o indirettamente, vantaggi finanziari o materiali. In Italia, il termine indica principalmente i sodalizi criminali più strutturati, quali la mafia, la camorra, la ’ndrangheta e la Sacra corona unita. Il fenomeno ha assunto un’incidenza tale da configurare una realtà autonoma rispetto alle altre tipologie di delinquenza.

Questa voce è redatta a quattro mani da Nicola Gratteri e Antonio Nicaso.

I massimi esperti di criminalità organizzata del nostro Paese.

Nicola Gratteri & Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri & Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA: VIOLENZA E RAPPORTI CON IL POTERE

Ma, definizioni a parte, cosa è e cosa rappresenta la criminalità organizzata oggi in Italia?

Lo spiega Antonio Nicaso, usando una affascinante metafora: quella dell’acqua.

Dove i due atomi di idrogeno rappresentano la violenza e l’ossigeno il rapporto con il potere.

“La mafia ha bisogno di avere legami e collegamenti con persone estranee all’organizzazione, è un fenomeno criminale radicato, il cui aspetto più importante è quello della capacità relazionale. La mafia ha bisogno della politica, dell’imprenditoria, dei professionisti: non è possibile pensare ad un nucleo criminale sganciato dal contesto sociale. Le mafie rispondono a logiche economiche”. (Antonio Nicaso).

Proprio sull’imprenditoria pone l’accento Nicola Gratteri.

Commentiamo insieme al Procuratore della Repubblica a Catanzaro alcuni numeri.

Un fatturato di circa 30 miliardi di euro l’anno.

Il 75% dei quali re-investiti in settori quali l’edilizia, l’immobiliare, i rifiuti, il turismo.

E’ la ‘ndrangheta che si avvale di professionisti spesso compiacenti.

Ma Gratteri è lapidario in proposito.

“Non conviene nel modo più assoluto avere a che fare con le mafie nel mondo dell’imprenditoria. Pensare a scorciatoie è l’inizio della fine: un imprenditore che ha rapporti con uomini della ‘ndrangheta riuscirà solo a perdere la libertà, riuscirà solo a perdere l’azienda”. (NIcola Gratteri).

Nicola Gratteri & Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri & Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

GRATTERI E NICASO: “STORIA DELLA ‘NDRANGHETA” (MONDADORI)

L’ ultimo libro di Gratteri & Nicaso per Mondadori è un pugno allo stomaco.

I due sono abilissimi nel ricostruire tutte le fasi evolutive della ‘ndrangheta.

Decenni di delitti, omicidi, violenze, sopraffazione che ne accompagnano la mutazione.

Da cosca regionale eversiva e parassitaria a sistema di potere e di governo del territorio.

Nel libro si spiega come la ‘ndrangheta sia l’organizzazione mafiosa meno conosciuta.

Almeno fino alla strage di Duisburg (2007), su cui Gratteri condurrà approfondite indagini.

“Storia segreta della ‘ndrangheta” lascia intuire anche un altro importante aspetto.

Come sia cioè diventato molto più difficile combattere la criminalità organizzata.

Poiché il nemico ha radicalmente mutato la propria pelle.

Chiediamo allora a Nicaso se anche chi vi si oppone è costretto a cambiarla.

“La sottovalutazione del fenomeno c’è sempre stata. Le mafie sono fenomeni di classi dirigenti, sono state per tantissimo tempo il braccio armato del potere e con questa logica sono riuscite a radicarsi anche lontano dai territori d’origine; oggi si sono globalizzate, ma l’azione di contrasto fa fatica a fare altrettanto, anche per via della differenza dei sistemi giudiziari; per la difficoltà di affrontare il fenomeno – che spesso non usa la violenza e quindi non crea allarme sociale; perché spesso riesce ad immettere liquidità nel mercato dell’economia legale e questa fa comodo a molte persone”. (Antonio Nicaso).

 

Nicola Gratteri | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

IL PROCESSO AEMILIA E L’IMPENNATA DELL’EROINA A PARMA

La vicenda “Aemilia” è ancora una ferita aperta per i territori emiliani.

Gratteri dichiara ancora una volta pubblicamente che il processo va bene, ma non basta.

Bisognerebbe fare di più per ridurre il fenomeno criminale in questi territori.

E scaccia via certe leggende metropolitane radicate nella memoria collettiva.

Come quelle che raccontano di regioni immuni dalla malavita organizzata.

Inevitabile non analizzare la situazione della città di Parma, dove i numeri sono impietosi.

Quantità di droga sequestrata nel 2017: terza città in Italia.

Quantità di droga spacciata nel 2017: seconda città in Emilia-Romagna.

Spaccio di eroina: aumento del 300% rispetto al 2016.

Una domanda di droga che supera giornalmente l’offerta.

Alla luce di questi dati, come si può asserire che “Parma non ha alcun problema di droga”?

O che, quanto meno, “il problema non è peggiore che in altre città italiane”?

Gratteri annuisce ribadendo che il consumo di droga è in continuo aumento.

E ricorda come siano ormai diversi anni che lui abbia dato l’allarme sull’impennata dell’eroina.

Poiché costa meno, non è più iniettata e – pur se con ritardo – crea l’effetto stupefacente.

Nicola Gratteri, Pierluigi Senatore e Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri, Pierluigi Senatore e Antonio Nicaso | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

LA ‘NDRANGHETA OGGI: UN MOSTRUOSO ANIMALE CHE NON SI ESTINGUE

Nel libro della coppia Nicaso-Gratteri si racconta bene cosa la ‘ndrangheta sia diventata oggi.

“Un sistema di potere e di governo del territorio, che sta infiltrando e inquinando pericolosamente la politica e l’economia nazionale e internazionale”. (Storia segreta della ‘ndrangheta”).

Chiediamo a Nicaso chi protegge quello che nel libro è chiamato un «mostruoso animale giurassico che non si estingue».

Lui ci ricorda le ragioni delle infiltrazioni nei gangli vitali dello Stato.

E come le realtà che non intendano debellare il fenomeno mafioso siano molteplici.

Dai poteri politici a quelli economici: ognuno ha delle ragioni per cui conviene la collusione con la criminalità organizzata.

Gratteri si sofferma invece sull’aspetto legislativo.

Esprime la sua approvazione sulla riforma di legge in merito ai beni confiscati.

Ma ricorda anche le sue proposte sulla disponibilità del bene.

E rimarca ancora una volta che occorrerebbe comunque sempre maggiore coraggio.

L’esempio è quello della vicenda Casamonica: non può dirsi ancora conclusa.

Per Gratteri c’è ancora molto da sequestrare, molto su cui indagare.

“All’Agenzia Beni Confiscati bisognerebbe destinare più uomini e maggiori poteri, togliendo poteri ai giudici: la disponibilità del bene dovrebbe passare subito nelle mani dell’Agenzia al momento del sequestro e non lasciarla gestire da amministratori che dipendono dal giudice. Perché poi, di fatto, il bene viene gestito dagli amministratori e non dal giudice – che non è esperto in materia economica”. (Nicola Gratteri).

 

Nicola Gratteri | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

GRATTERI: “PAURA? PROVO PIU’ SPESSO RABBIA”

Mentre l’intervista volge al termine, la sensazione di avere le mani legate è forte.

Per questo chiediamo a Nicaso quanto ancora sia forte e viva in lui la speranza.

La speranza che, un giorno, il nostro Paese riuscirà a sconfiggere e debellare ogni forma di criminalità organizzata.

La risposta è quella di un uomo dalla schiena dritta che non perde il senso della realtà.

Poi guardiamo negli occhi Nicola Gratteri che, con pazienza e gentilezza, ha risposto alle nostre domande.

E gli chiediamo un ultimo sforzo, prima di lasciarlo andare.

Perché l’idea che abbiamo di lui è quella di un tenace combattente h24.

Noi però vorremmo parlare un attimo all’uomo, non al magistrato.

Così gli domandiamo se ha mai momenti di sconforto o di timore, se prova mai paura.

La risposta che ci regala è riportata qui di seguito e ne facciamo tesoro come di un bene prezioso.

Un bene dall’incalcolabile valore umano e professionale.

“Mah, ci sono momenti in cui si ha paura, certo, perché no? Momenti in cui sento la lingua amara, sento che c’è il rischio, che c’è la paura, c’è il problema. Più spesso diciamo che ho rabbia. Rabbia perché vedo che gli anni passano, sempre più ho la consapevolezza che il problema della lotta alla mafia è soprattutto un problema politico, è sopratutto un problema della volontà dell’uomo: se il potere politico avesse la volontà, la libertà, la convinzione, la convenienza a creare un sistema giudiziario forte, proporzionato a questa realtà noi potremmo abbattere la mafia anche dell’80 per cento nell’arco di pochi anni. E quindi, più che sconforto, c’è rabbia: nel capire che stiamo invecchiando e ancora stiamo a parlare di lotta alla mafia.” (Nicola Gratteri).

 

Nicola Gratteri con Alberto Maieli | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri con Alberto Maieli | Copyright © Sandro Capatti Photoreporter

Nicola Gratteri è uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta. Procuratore della Repubblica a Catanzaro e Capo della Dda, ha indagato sulla strage di Duisburg (2007) e sulle rotte internazionali del narcotraffico. Insieme ad Antonio Nicaso ha pubblicato per Mondadori diversi bestseller: “Fratelli di sangue” (2009), “La malapianta” (2010), “La giustizia è una cosa seria” (2011), “La mafia fa schifo” (2012), “Dire e non dire” (2012), “Acqua santissima” (2013), “Oro bianco” (2015), “Padrini e padroni” (2016) e il re”Fiumi d’oro” (2017).

Antonio Nicaso è giornalista, saggista e storico delle organizzazioni criminali, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo ed autore della definizione di “partenariato criminale”, da lui introdotta per la prima volta nel 1995 e pubblicata sul suo libro “Global Mafia”. Insegna, tra l’altro, storia sociale della criminalità organizzata alla Queen’s University. Ha scritto più di trenta libri, tra cui alcuni bestseller internazionali. Da “Bad Blood” è stata tratta una serie televisiva di grande successo.

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