Alberto Maieli/ agosto 1, 2017/ Comunicazione/ 0 comments

A margine della presentazione del suo ultimo libro “GangBank” Gianluigi Paragone, ospite della rassegna letteraria “L’altra marea – Approdi d’autore alla Tonnara Florio di Favignana”, mi ha gentilmente concesso una breve intervista. Parafrasando Modigliani e Bauman, ecco il Paragone-pensiero sul mondo di oggi, che lui definisce “l’era gassosa”.

#GangBank, #comunicazione e mondo gassoso. Parla @gparagone: Condividi il Tweet

Paragone corre veloce, è sempre un passo avanti agli altri.

Come quando decise di dimettersi dalla Rai.

Prima che lo rimuovessero poco elegantemente da vicedirettore.

Non fa sconti, non ha paura di svelare misfatti e magagne del Belpaese.

E di fare nomi e cognomi. Del resto, è del segno del Leone: fegato da vendere.

Lo incontro a “L’altra marea – Approdi d’autore alla Tonnara Florio di Favignana”.

Una rassegna letteraria curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati.

Paragone è suo ospite per presentare “GangBank“, l’ultimo libro da lui scritto.

Ecco cosa mi racconta in merito.

Paragone fa GangBank

Gianluigi Paragone e Giacomo Pilati / foto: Comunicazione Social Media

IL PERVERSO INTRECCIO TRA POLITICA E FINANZA

Chiaro, diretto, senza giri di parole: un piacere sentirlo parlare.

Il suo attacco è mirato a quel sistema di lobby mosse dal dio denaro.

Lo ribadisce subito anche a me, quando gli chiedo cosa è GangBank:

“Non puoi chiedere allo scorpione di abdicare dall’essere tale.

E la rana se ne accorgerà sempre per prima.

E’ la natura della finanza non è quella di tutelare il risparmio.

Ma di essere un moltiplicatore di interessi che diventano speculativi.

Il tutto a beneficio di pochi con il denaro di molti”.

Caro risparmiatore, i suoi soldi sono i nostri. Pertanto non ce li chieda, perché noi li facciamo girare nel nostro interesse. Nel caso non fosse soddisfatto del servizio, non importa: tanto non ci troverà. Siamo nell’era del mondo liquido, dei servizi immateriali, dei call center. (Gianluigi Paragone)

Paragone percorre a ritroso i momenti in cui le banche cambiano pelle.

Diventando dei soggetti a trazione più finanziaria che non di gestione del risparmio.

Per effetto delle nuove dinamiche globali e delle nuove normative (su tutte, Basilea).

“Prova a chiedere come vanno i tuoi fondi e i tuoi risparmi.

Loro non ti risponderanno, semplicemente perché non lo sanno.

La risposta che possono darti è rispetto a quel preciso momento “X”.

Non c’è più proiezione, non c’è visione perché il mercato obbliga a fare così”.

Paragone fa GangBank

Gianluigi Paragone e Giacomo Pilati / foto: Comunicazione Social Media

L’ECONOMIA DEL CALABRONE

Paragone ricorda come l’Italia fosse un modello sociale e imprenditoriale unico.

Un modello invidiato in tutto il mondo e che la politica ha smembrato.

Gli faccio notare un particolare sul ceto medio, oggi pressoché scomparso.

Per alcuni la sua proletarizzazione è partita dal mondo arabo.

Lui mi risponde citando Amedeo Modigliani:

“La nostra economia aveva la particolarità di essere come il calabrone.

Tozzo, brutto, goffo, con le ali più corte rispetto al resto del suo peso.

Che per le leggi dell’aerodinamica significa non poter volare.

Però volavamo: eravamo una anomalia.

E occasionalmente divenivamo farfalla grazie al Made in Italy”.

Paragone fa GangBank

Gianluigi Paragone e Giacomo Pilati / foto: Comunicazione Social Media

In questo il giornalista asserisce che Coldiretti ha operato bene.

Era importante impedire la svendita del patrimonio enogastronomico italiano.

“Il CETA e prima ancora il TTIP li volevano tenere segretati.

Non erano fake-news, ma notizie vere che non dovevano venire fuori”.

LE RESPONSABILITA’ DELL’INFORMAZIONE

Il “J’accuse” di Paragone non risparmia nessuno, neppure l’informazione:

“Le responsabilità del giornalismo ci sono, eccome.

Non sempre noi giornalisti comprendiamo granché d’economia.

E piuttosto che studiare ci limitiamo a fare l’atto notarile delle veline che arrivano da fuori.

Poi vorrebbe anche dire rompere equilibri con le banche all’interno dei CDA dei giornali.

Vorrebbe dire rompere buona parte della raccolta pubblicitaria su quei brand…”.

Paragone fa GangBank

Gianluigi Paragone / foto: Comunicazione Social Media

OLTRE LA MODERNITA’ LIQUIDA: L’ERA GASSOSA

Per il World Press Freedom Index siamo in piena post-verità.

Reporters sans frontières asserisce che in Italia i giornalisti non possono lavorare.

Chiedo a Paragone se, secondo lui, siamo ormai al punto di non-ritorno.

Mi risponde con il superamento della definizione di Zygmunt Bauman:

“Siamo oltre il mondo liquido, siamo nell’era gassosa.

Però la verità ogni tanto che ce la dicessero pure!

Non sappiamo nulla sui derivati, sugli accordi commerciali.

Vendiamo i trattati internazionali come costituzione europea.

E invece neanche a incrociarli esce fuori una costituzione europea…”.

Paragone fa GangBank

Gianluigi Paragone / foto: Comunicazione Social Media

PARAGONE E IL SUO FUTURO

Il prossimo 7 agosto Paragone compie 46 anni.

Gli chiedo allora che regalo gli piacerebbe per il suo compleanno.

Magari – gli dico scherzando – una nuova trasmissione?

(sorride) Al mio regalo ci penserà mia moglie insieme ai miei figli.

Deve essere una sorpresa, questo è l’importante.

Quanto alle trasmissioni, non sono preoccupato per la chiusura de La Gabbia.

Se mi tolgono un megafono, sono capace lo stesso di far sentire la mia voce”.

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